dieta giapponese della banana

La dieta della banana ha origini giapponesi, ma sta prendendo piede anche in Europa. Qual è il motivo di questa diffusione così rapida? Scopriamolo attraverso una guida completa alla scoperta della dieta e del suo funzionamento con tanti esempi pratici per degli spuntini a base del frutto di origine tropicale.

La banana ha circa 94 kcal per ogni 100 gr, un valore piuttosto elevato per un frutto, ma non è un alimento così pericoloso per il peso forma. A dirla tutta il frutto ha delle efficaci potenzialità non solo a favore del dimagrimento, ma anche contro i radicali liberi e l’invecchiamento delle cellule.

In più, grazie alla presenza di fibre ed amidi, le banane favoriscono il senso di sazietà, il transito intestinale e aiutano il metabolismo a rimanere più attivo. La dieta giapponese delle banane sfrutta quindi le proprietà benefiche dei frutti per contrastare non solo il gonfiore del corpo, ma garantire anche un veloce senso di sazietà e un metabolismo più veloce, in grado di limitare l’assorbimento dei grassi.

Entriamo nel dettaglio per approfondire la dieta delle banane, valutandone l’efficacia e tenendo a mente che non bisogna mai esagerare con un alimento e valutando quindi quali sono i possibili rischi e le contoindicazioni.

Cos’è la dieta delle banane?

La dieta giapponese delle banane è stata ideata nel 2008 da una farmacista giapponese di Osaka, Sumiko Watanabe. La donna inventò tale dieta per proporla al marito, Hitoshi Watanabe, il quale perse ben 16 kg una volta sperimentata. Così la farmacista pubblicizzò la dieta su un social network giapponese, Mixi, vendendo 730.000 libri. Nello stesso anno, tanta fu la diffusione, che le banane furono ben presto esaurite in qualunque mercato o supermercato giapponese.

La dieta ebbe così successo fuori dal Giappone, tanto che è giunta anche da noi in Europa ed è diffusa soprattutto tra chi vuole perdere peso o accompagnare la propria attività fisica. Non mancano però le dovute critiche a questo programma nutritivo. Sempre in Giappone, il dott. Mashahiko Okada, della “Nigata University School of Medicine” lo ha definito un regime alimentare privo di qualsiasi fondamento nutrizionale. Sono molti i pareri che danno credito all’osservazione del professore, soprattutto perché risulta essere un sistema dietetico approssimativo e incapace di garantire veri e propri risultati.

Ciò non toglie che sia impensabile sperimentare tale dieta, pur osservando le dovute regole e optando per quella più adatta alle proprie esigenze. Sono infatti due le diete possibili da seguire: in una la banana è raccomandata ad inizio giornata e consigliata come pasto per spuntini durante la giornata, l’altra invece prevede un percorso di soli 4 giorni in cui bisogna seguire un sistema ferreo a base solo ed esclusivamente di banane, accompagnata da specifiche verdure o altra frutta.

Come funziona?

Chi vorrà intraprendere seriamente il percorso della dieta giapponese delle banane deve seguire delle regole ben precise. Innanzitutto è consigliato abbandonare il tipo di dieta ferrea, per seguirne una più moderata. In generale il consumo prioritario di questi frutti è consigliato soprattutto a colazione. È preferibile evitare l’assunzione di dolci o alimenti ricchi di grassi e zuccheri, da evitare anche le bevande alcoliche. Bere acqua a volontà, purché a temperatura ambiente e consumare la cena entro le 20.00. È importante andare a dormire non più tardi di mezzanotte, e volendo è concesso anche uno spuntino serale dopo cena, ovviamente a base di? Banana! Per quanto riguarda il pranzo e la cena, la scelta è libera, purché non ricada su alimenti grassi.

Esempio pratico con menù esempio

Un esempio pratico per capire meglio la dieta della banana è riportato in questo menù giornaliero.

  • Colazione: 3 banane sbucciate (450 gr) + 1 bicchiere di latte scremato (150 ml);
  • 1° Spuntino: tè verde + zucchero max 1 cucchiaino;
  • Pranzo: Pasta al tonno e zucchine (80 gr di pasta di semola integrale, 56 gr di tonno, 100 gr di zucchine, 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva);
  • 2° Spuntino: 1 banana (150 gr);
  • Cena: Petto di pollo con melanzane alla griglia e pane (150 gr di petto di pollo, 200 gr di melanzane, 50 gr di pane, 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva);
  • 3° Spuntino: 1 banana (150 gr);

Ciò che farà la differenza sarà l’aver consumato una banana prima dei pasti così da creare un giusto senso di sazietà e con l’apporto delle fibre e degli amidi, velocizzare il processo del metabolismo.

Funziona davvero?

Pur essendo una dieta a base di un frutto in grado di donare un senso di sazietà esaustivo al nostro corpo, risulta alquanto approssimativa. Difatti non è previsto alcun limite per quanto riguarda i pasti principali, purché non eccedano nei grassi. Sicuramente l’effetto disintossicante della banana sarà efficace .Nonostante le proprietà benefiche, la banana rimane un frutto calorico, che se associato ad altri alimenti grassi, metterebbe in discussione il risultato della dieta.

Quali sono i rischi e le controindicazioni?

La libera scelta per i pasti principali può essere la causa di uno dei rischi più diffusi soprattutto per chi tende a mangiare molto: ovvero eccedere con le dosi e fallire nel dimagrimento. Ecco perché, pur non essendoci vere e proprie controindicazioni, se non quelle dovute a un eccessivo consumo del frutto, è consigliato, qualora foste interessati, a fare affidamento alle vostre esigenze e in caso anche ad un medico di fiducia.

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